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Protettorato di Santa Caterina

Protettorato di Santa Caterina

Il protettorato di Santa Caterina è una zona protetta dell’Egitto di vastissime dimensioni – occupa infatti una superficie di circa cinquemila chilometri quadrati. Il parco racchiude tutta la parte centrale e meridionale del Monte Sinai, compresa il monte più alto di tutta l’Egitto il Gebel Katharina che raggiunge ben oltre 2600 metri d’altezza.

Questo parco deve il suo nome al Monastero di Santa Caterina che fa parte del parco e si trova a 1500 metri d’altezza sulle pendici del Monte Gebel Katharina. Il monastero fu costruito durante il regno di Giustiniano, intorno al 530 d.C. sui resti di un’antica chiesa costruita ai piedi del monte Sinai dalla madre dell’Imperatore Costantino un paio di secoli prima. Nel XI secolo sulla cima di una montagna vicino al Monte Sinai i monaci del monastero ritrovarono le spoglie di Santa Caterina d’Alessandria e pertanto, dopo averle seppellite nella basilica, si decise di dedicare l’intera struttura alla santa egiziana.

Nel 2002 il monastero cristiano di Santa Caterina è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO per la sua particolare architettura bizantina, per l’importanza storico-religiosa che ha avuto nel tempo e per la grande quantità di manoscritti, libri sacri, icone e oggetti vari che sono conservati al suo interno.
Tutto intorno al monastero si estende la bellissima area naturalistica di Santa Caterina, che è tutelata dalle leggi egiziane per la spettacolarità della sua conformazione geo-fisica e gli ecosistemi naturali che la abitano.
Una delle peculiarità del protettorato di Santa Caterina è il territorio prevalentemente roccioso tra cui ci sono le rocce e più dell’80% delle rocce del parco ha seicento milioni di anni.

Ma il parco presenta anche una ricca vegetazione e dei paesaggi mozzafiato. Esso conta circa 317 specie vegetali tra cui una ventina si trovano solo nel parco di Santa Caterina e in nessun altro posto al mondo. Le diverse piante presenti in questo parco nazionale egiziano rappresentano il 40% del totale della flora dell’intero Egitto.
Anche la fauna di quest’area dell’Egitto è molto ricca. La presenza maggiore è quella dei rettili, circa 40 specie tra cui spicca il serpente striato del Sinai e il cobra di Innes, entrambe considerate specie in pericolo di estinzione. Nel parco ci sono anche esemplari di irace delle rocce, lo stambecco della Nubia, la gazzella Dorcas, la volpe rossa, la volpe di Blanford, il leopardo del Sinai, gatti selvatici, iene e insetti di vario tipo. Tra gli animali rari che popolano il protettorato di Santa Caterina ci sono uccelli particolari come la sassicola nera dalla corona bianca, il fringuello rosa del Sinai e lo storno di Tristano.

Molto difficile da incontrare è la più piccola farfalla esistente al mondo chiamata “la bacchetta blu del Sinai” scoperta solo di recente alle pendici di questo monte dalla rinomata importanza storica.
L’istituzione del parco nel 1987 aveva l’obiettivo di tutelare l’ambiente naturale, ma anche promuovere il turismo ambientale e culturale di questo territorio così selvaggio e impervio. Tutto ovviamente è stato fatto in rispetto delle popolazioni locali e del turismo sostenibile.
Il territorio scosceso e roccioso del protettorato di Santa Caterina è ideale per fare trekking, seguendo i percorsi tracciati che permettono anche di ammirare le magnificenze della fauna e della flora che il parco offre. Inoltre sono state predisposte delle aree per fare birdwatching (osservare gli uccelli e registrare il loro comportamento).

La conformazione del protettorato di Santa Caterina attira vari tipi di turismo, da quello storico e religioso per i tanti pellegrini che visitano il monastero, il turismo ecologico e sostenibile nel rispetto della natura e delle regole del parco e il turismo culturale grazie alle tribù dei beduini che vivono nella zona e che sono famosi per la loro ospitalità e le tradizioni che conservano gelosamente.