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Abu Simbel

Abu Simbel

Località che si torva nella valle del Nilo, presso il confine con il Sudan, Abu Simbel è uno dei siti archeologici più importanti dell’Egitto, che consta di due enormi templi in roccia, ricavati nel fianco della montagna, dal faraone Ramses II nel XIII secolo a.C. per intimidire i vicini Nubiani e per commemorare la vittoria nella Battaglia di Kadesh.
Nel 1979 Abu Simbel è stato riconosciuto come patrimonio mondiale dell'Umanità dall'UNESCO.

Abu Simbel è una piccola cittadina che vive quasi esclusivamente di turismo e servizi, considerando il grande patrimonio che accoglie. La sua posizione lungo il Nilo, però, favorisce anche l’agricoltura garantendo acqua e terreno fertile.
Le statue intagliate nella roccia sono l’elemento di punta della zona, un gioiello dell’archeologia internazionale che raccontano millenni di storia. fino al 1812 non si aveva notizia della loro esistenza, quando l’esploratore svizzero Burckhardt lì scoprì sotto le sabbie del deserto.

Negli anni Sessanta, i templi di Ramses II e di Nefertari rischiavano di essere sommersi dal Nilo dopo il riempimento del bacino della diga di Assuan. L’UNESCO decise così di spostare i templi più all’interno per evitare la perdita di un patrimonio tanto importante: furono così divisi in quattromila blocchi di pietra arenaria, tagliati, smontati e rimontati 60 metri più in alto e 250 metri più all’interno della posizione originale. Molti paesi contribuirono alla realizzazione del progetto che durò circa 11 anni, è costato più di 40 milioni di dollari dell’epoca e che portò al salvataggio dei templi di Ramses e della moglie Nefertari, anche con la costruzione di una diga per arginare future minacce del lago.

Il sito di Abu Simbel nel suo complesso consta di 2 diversi templi, uno grande che è la tomba del faraone Ranses II e uno più piccolo adiacente che invece è la tomba della moglie Nefertari.
Il grande tempio di Ramses II fu costruito verso il 1250 a.C. dallo stesso faraone: immerso nel giallo del paesaggio, nell’azzurro del cielo e nel turchese del lago, il tempio si impone come esaltazione estrema del faraone divinizzato.

All’ingresso del tempio ci sono quattro colossi in pietra posti che rappresentano Ramses; in ogni statua egli è seduto e indossa le corone dell'Alto e del Basso Egitto, il copricapo chiamato "Nemes" che gli scende sulle spalle ed ha il cobra sulla fronte. La facciata è in totale alta 33 metri e larga 28 metri, mentre le statue sono alte circa una ventina di metri. Il frontone del tempio presenta 14 statue di babbuini che, guardando verso est perché secondo la tradizione ogni giorno devono aspettare la nascita del sole per adorarlo. Accanto ai quattro colossi raffiguranti il faraone si trovano delle statue più piccole che ritraggono la madre e la moglie dello stesso.

L’interno del tempio presenta tutti gli elementi classici dei templi egiziani: pareti incise e decorate con raffigurazioni sacre e poesie, salette più piccole che conservavano i gioielli del faraone e poi la grande sala a lui dedicata. In questa sala, sulla parete di fondo sono scolpite le statue dei tre dei tutelari dell’Egitto, Amon, Ra e Ptah e, con loro, quella di Ramses. Una delle particolarità del tempio – che ci testimonia la maestria e la perfezione raggiunta dalla civiltà egiziana- è che il 20 ottobre e il 20 febbraio il sole che sorge penetra nella stanza illuminando il volto della statua del faraone.
Da segnalare nel tempio anche la sala dei pilastri, ovvero una sala in cui si sono otto statue di Ramses che ha le sembianze di Osiride, le pareti sono decorate e nel soffitto domina il ritratto della dea Mut che protegge il tempio con le sua ali.

Il tempio minore è invece molto più semplice e austero di quello di Ramses. Ha una facciata larga 28 metri e alta 12 e le pareti esterne sono decorate con statue del faraone incoronato che si alternano a quelle della moglie. L’interno del tempietto ha una sola sala grande abbellita da pilastri ricamati, le pareti decorate e affreschi con colori sgargianti e vivi che ritraggono sempre la bella figura della regina.

Questo sito archeologico uno dei più belli al mondo è decisamente la fortuna per la città si Abu Simbel. Ogni anno attrae milioni di turisti e pertanto il settore dei servizi è quello che occupa i maggior numero di abitanti e la principale fonte di reddito. Da non sottovalutare anche al grande produzione di manufatti e oggetti artigianali (tessuti in cotone, gli oggetti in alabastro, argento, rame, vestiti tradizionali, pergamene e dipinti su papiro, etc) che rappresentano il souvenir ideale per i tanti visitatori.