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Nagib Mahfuz

Nagib Mahfuz

Nagib Mahfuz è stato uno dei maggiori romanzieri egiziani del XX secolo, primo scrittore arabo a vincere il Premio Nobel per la letteratura scrivendo della sua terra, raccontando il mondo egiziano con occhi appassionati e reali, regalando pagine di storia e cultura egiziana tra le più belle al mondo..

Nato a Il Cairo nel 1991 in una famiglia medio-borghese, Nagib Mahfuz si è laureato in filosofia all’Università de Il Cairo e ha lavorato ufficialmente nella pubblica amministrazione.
Egli scopre la sua passione e vocazione per la scrittura ancora adolescente e scrive il suo primo romanzo a 17 anni, ma verrà pubblicato solo nel 1939.

Prima della rivoluzione egiziana del 1952, furono pubblicato circa dieci romanzi di Nagib Mahfuz, ma la sua carriera di scrittore fu consacrata con la “Trilogia del Cairo” nel 1957 composta dai romanzi "Tra i due palazzi", "Il palazzo dei desideri" e "La via dello zucchero". E’ una saga familiare che racconta, con realismo magico e storico allo stesso tempo, la vita a Il Cairo, le tradizioni popolari, i precetti della tradizione egiziana visti e vissuti in modo diverso dai vari membri della famiglia.

Nel 1959 esce a puntate su una rivista con cui egli collabora, il romanzo “Il nome di Ragazzi”, un romanzo molto criticato nel mondo islamico, che descrive ala realtà in modo allegorico e ironico. Stilisticamente Mahfuz abbandona il realismo sociale delle sue prime opere per abbracciare forme stilistiche nuove, come il monologo interiore e il flusso di coscienza. Molto importante in questo periodo è il romanzo “Il ladro e i cani”, opera del 1961 che verrà censurata dall’autorità sunnita perchè ritenuta blasfema e irrispettosa dei precetti religiosi.

Appartengono a questo periodo i romanzi “Chiacchiere sul Nilo” del 1966 e “Miramar” del 1967; entrambi celano commenti e giudizi sella società e la politica egiziana, sotto allegorie e simbolismi e proprio questo non piace alla censura egiziana.
Ironia della sorte, Nagib Mahfuz lavorerà per molti anni come direttore della censura per la Soprintendenza dei Beni artistici e culturali; sarà anche direttore della Fondazione a sostegno del cinema e consulente per gli Affari culturali al Ministero della Cultura. Nel 1972, egli però si ritira dall’attività pubblica dedicandosi esclusivamente alla scrittura, la sua grande passione.

Egli continuò la sua prolifica attività di editorialista del celebre quotidiano egiziano “al-Ahram” e nel 1975 pubblicò “Storie del nostro quartiere”, il suo romanzo più autobiografico.
Nel 1988 ricevette il Premio Nobel per la letteratura aprendo una finestra a 360 ° sul mondo arabo, all’epoca sconosciuto al grande pubblico occidentale; i suoi furono tra i primi libri ad essere tradotti nelle diverse lingue, a far conoscere la cultura e le tradizioni di una civiltà vicina geograficamente all’Europa, ma lontana ed “esotica” nell’immaginario collettivo.

Il 14 ottobre 1994, giorno del sesto anniversario della consegna del Premio Nobel, mentre Nagib Mahfuz usciva dalla sua abitazione di Il Cairo, dove ha sempre vissuto, un attentatore lo aggredì, colpendolo con due coltellate alla gola. Lo scrittore si salvò per miracolo e per l'attentato vennero arrestati e condannati a morte sette estremisti islamici. Le opere di Mahfuza erano infatti portatrici di un islam moderato fortemente attaccato dagli integralisti ed erano considerate irriverenti verso la religione dalla maggior parte della popolazione.

Nagib Mahfuz, però, non si arrese: continuò ad abitare nella capitale egiziana, a vivere tra i bazar e i mercati raccontati nei suoi romanzi, a respirare quell’aria particolare, l’odore di spezie e caffè che fa da sfondo alle sue opere e alla sua stessa vita.
Dopo l’attentato, in un’intervista Mahfuz aveva dichiarato: "Se l'urgenza di scrivere un giorno mi abbandonasse, vorrei che quello fosse il mio ultimo giorno", frase che oggi risuona come il riassunto della sua vita, che testimonia la sua vocazione verso la scrittura impegnata a descrive la bellezza e le difficoltà di un popolo.

Nelle sue storie Nagib Mahfuz, infatti, non esita a esporre con realismo i conflitti della società egiziana, le difficoltà dovute al post-colonialismo, la corruzione, i pregiudizi sociali, l’illegalità e l'integralismo religioso. Tutti i personaggi dei suoi romanzi sono frutto della fusione di due culture: quella dei faraoni e quella islamica, culture che si fondono in una doppia morale da seguire e un doppio livello di vita (pubblica vs privata). Le sue opere, inoltre, descrivono la dicotomia tra la vita dei potenti e quella della povertà giornaliera di tanti egiziani.
Nagib Mahfuz è morto a novantaquattro anni, sostanzialmente di vecchiaia il 30 agosto 2006 dopo una degenza di circa un mese all’ospedale di Il Cairo. Il commiato e il ricordo a livello internazionale non sono mancati.


Opere
Antico Egitto
Whisper of Madness (1938)
Rapsodia di Nubia (1943)
La lotta di Tebe (1944)
Cairo Moderno (1945)
Khan el-Khalili (1945)
Midaq Alley (1947)
Il Miraggio (1948)
Il Principio e la Fine (1950)
Trilogia del Cairo (1956-57): Tra i due palazzi, Il palazzo dei desideri, La via dello zucchero
Il rione dei ragazzi (1959)
Il ladro ei cani (1961)
Quaglia e Autunno (1962)
Il mondo di Dio (1962)
Zaabalawi (1963)
La ricerca (1964)
The Beggar (1965)
Alla deriva sul Nilo (1966)
Miramar (1967)
La taverna del gatto nero (1969)
Una storia senza un inizio o una fine (1971)
La luna di miele (1971)
Specchi1972)
Amore sotto la pioggia (1973)
Il crimine (1973)
al-Karnak (1974)
L’epopea dei Harafish (1977)
Love above the Plateau Pyramid (1979)
L'amore e il Velo (1980)
Notti delle mille e una notte (1981)
Canzone del Matrimonio
Il viaggio di Ibn Fattouma (1983)
Akhenaton, Dweller in Truth (1985
Il Giorno in cui fu ucciso il Leader (1985)
Parlando del mattino e della sera (1987)
Fontana e Tomba (1988)
Echi di una autobiografia (1994)
Sogni del periodo di riabilitazione (2004)
Settimo cielo (2005)