A partire dal 30 a.C.l’Egitto ha fatto parte dell’Impero Romano. Grazie a politiche mirate a livello economico-culturale e di politica estera e grazie alla sua posizione geografica, l’Egitto è diventato un luogo determinante nel Mar Mediterraneo per gli scambi tra oriente e occidente. In tal modo, però esso è diventato anche obiettivo delle politiche espansionistiche di altre potenze dell’epoca.
L’Egitto seguì le sorti dell’Impero Romano e, alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente nel 476, l’Egitto fu conquistato dai Bizantini e poi passò nelle mani degli arabi, che iniziarono così un nuovo capitolo nella storia dell’Egitto.
La prima dinastia araba di cui si hanno notizie certe e che governò l’Egitto in modo organizzato e continuativo per circa mezzo secolo, è la dinastia dei tulunidi. Il nome deriva da Aḥmad b. Tulun, un militare turco (835 - 884), che con una furba strategia riuscì a governare autonomamente tutto l’Egitto.
In quell’epoca, infatti, l’Egitto mancante di un forte governo unitario e di una solida economia, rappresentava una terra da sfruttare, da cui attingere numerose ricchezze. I generali del vicino impero turco non perdevano occasione di inviare i propri incaricati nel paese a recuperare il maggior numero di beni senza remora.
Aḥmad b. Tulun fu proprio uno di questi incaricati del califfato. In Egitto egli riuscì a conquistare sempre più potere, unificando i diversi territori e contando su un esercito composto da soldati di diverse etnie. Va detto, inoltre, che gli egiziani non hanno mai visto di buon occhio i bizantini e quindi l’avvento degli arabi fu accolto senza resistenza.
Insediatosi al potere nell’868, Aḥmad b. Tulun governò l’Egitto con grande abilità, riuscendo a portare un risveglio economico e poi culturale in tutto il paese. Egli prese il titolo di “sultano” che vuol dire “governante”.
Per prima cosa venne riorganizzata e incentivata l’agricoltura e l’economia: furono costruiti nuovi canali e sbarramenti idrici per controllare le inondazioni del Nilo e trarre il massimo vantaggio dal limo e dal terreno, procurando così lavoro per i contadini. Tulun riformò l’industria tessile e quella estrattiva e avviò un progetto di riorganizzazione e valorizzazione urbanistica del paese.
In quasi tutte le principali città, ad esempio, fu costruito un palazzo sultanale e una ingegnoso sistema idrico permetteva di avere aree verdi che spiccavano nell’assetto urbano delle città. A Il Cairo, che tornò ad essere la capitale dell’Egitto, fu avviato un importante progetto di opere pubbliche che previde la costruzione di una grande moschea (ancora oggi la Moschea di Tulun è una delle principali del mondo arabo), un grandioso e sontuoso palazzo che però oggi non c’è più con all’interno delle botteghe artigiane di altissima utilità e valore che producevano stoffe di prestigio, carta e lavoravano le pietre preziose. In città venne anche costruito un ippodromo e un ospedale.
Anche a livello culturale fu incentivata la costruzione di scuole e istituiti di cultura. Gradualmente venne valorizzata la religione islamica che divenne la principale religione del paese. A livello artistico in questo periodo si assiste ad una vera rinascita dell’Egitto: il lusso e lo sfarzo simboleggiano il ritrovato benessere, ornamenti di prestigio delle vesti e delle costruzioni, stucchi e intagli lignei, arabeschi e figure stilizzate, pietre preziose incastonate, il raccordo tra superfici diverse.
Questi esempi danno ancora di più l’idea del periodo di rinnovamento e rinascita che h vissuto l’Egitto durante la dinastia tulunide.
Grazie alle politiche di Tulun, l’Egitto visse così un periodo di significativa rinascita che lo riportarono ad avere un’economia solida e ad essere uno dei principali snodi del Mar Mediterraneo. Anche in politica estera Tulun aveva grandi obiettivi che però furono contrastati dall’impero turco e dai paesi confinati dell’Egitto e, inoltre la morte prematura del sultano non favorì la loro totale attuazione. Lasciava i suoi domini nelle mani non molto abili di suo figlio Khumarawayh. A lui seguirono il governo del fratello e dei loro due rispettivi figli.
La dinastia tulunide regnò in Egitto fino al 905 d. C., riuscendo anche ad allargare i territori annettendo la Siria nell’877.
L’importanza di questa dinastia nella storia dell’Egitto si deve proprio alla rinascita che ha determinato per il paese sotto ogni punto di vista.

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