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Egitto Ayyubide

Egitto Ayyubide

Il fondatore della dinastia ayyubide è stato Saladino, il cui nome corretto è Ṣalaḥ al-Dīn al-Ayyubi. Al tempo dei Fatimidi, egli era il visir (primo ministro) in Egitto e, già prima della morte del califfo fatimide, egli iniziò ad acquisire sempre più importanza politica ed economica finché non riuscì a deporre lo stesso califfo ponendo fine al governo della dinastia Fatimide.
Saladino divenne quindi il nuovo sultano dando origine alla dinastia Ayyubide che regnerà in Egitto, Siria e Hijaz dal 1171 al 1193.

Saladino era un uomo con straordinarie capacità militari, umane e culturali. Egli fece dell’Egitto e della sua capitale Il Cairo il centro del suo regno e il paese islamico più forte. Sotto il suo regno, l’Egitto visse un periodo di rinascita culturale ed economica. Furono costruite nuove moschee e madrase (scuole che propongono un percorso formativo specificamente focalizzato sull'apprendimento dei fondamenti dell'Islam), vennero rafforzate e migliorate le dighe e i canali per controllare meglio le inondazioni del Nilo e creare scorte d’acqua in caso di carestie e pestilenze come quelle del X secolo. Saladino volle anche garantire l’autosufficienza alimentare dell’Egitto con l’incentivazione dell’agricoltura e creando delle riserve alimentari in caso di necessità. Pure l’artigianato e il commercio vissero un periodo prosperoso e furono incrementate le esportazioni di cotono, sorgo, uva appassita, canna da zucchero, riso, orzo, grano e arance. L’Egitto tornò quindi ad essere il centro dei commerci del Mar Mediterraneo.

Il Cairo divenne famosa nel mondo per la costruzione della “cittadella” (Al-Qalaa), ovvero è una parte della città ai piedi del monte Moqattam che ospitava il governo e rappresentava una fortezza contro i crociati. Saladino ordinò la sua costruzione nel 1176 e si narra che è stata costruita con pietre provenienti dalle piccole piramidi di Giza. La cittadella si compone di un’alta cinta muraria con torri poderose, moschee e palazzi che nel progetto originario del sultano dovevano rappresentare un rifugio contro i crociati.

I crociati rappresentarono uno dei problemi maggior del regno di Saladino poiché essi contrastarono le mire espansionistiche del sultano in Siria e Palestina. Nel 1174 Saladino riuscì a conquistare la città di Damasco, centro principale della Siria e le cittadine di Aleppo e di Mossul che erano degli importanti centri per il commercio. Egli decise anche di attaccare il regno di Gerusalemme che si scontrò con l’esercito dei crociati nella battaglia di Hattin (4 luglio 1187) dove Saldino catturò e ammazzò Rinaldo di Châtillon, Principe consorte d'Antiochia e Signore d'Oltregiordano per vendicare l’uccisione di una carovana di pellegrini musulmani diretti alla Mecca trucidati da Rinaldo. Saladino entrò trionfante nella città di Gerusalemme il 2 ottobre 1187, dopo alcuen negoziazioni con il difensore, Baliano di Ibelin.

Saladino conquistò anche le città di Giaffa, Beirut e San Giovanni d'Acri, e sconfisse Riccardo Cuor di Leone nella battaglia di Arsuf e, fatta mostra delle sue eccezionali doti guerriere, fu investito del titolo di cavaliere nel 1192 dallo stesso sovrano inglese. La cerimonia fu spogliata di ogni riferimento religioso cristiano ma rappresenta un esempio della stima e della fama che Saldino, e di riflesso tutta la dinastia ayyubide, si era costruita nel mondo occidentale.

Non a caso anche nelle letteratura europea, ad esempio nella “Divina Commedia” di Dante, nel saggio di Walter Scott “Talisman”, nel racconto “Nathan in saggio” di Lessing si fa riferimento a Saladino come un uomo giusto e onesto, un esempio di virtù cavalleresca. Egli con strategie adeguate e la sua acuta intelligenza riuscì a risanare l’economia egiziana garantendo prosperità e commerci proficui, rapporti tranquilli e rispettosi con l’occidente e con le due principali città mussulmane Mecca e Medina garantendosi anche l’appoggio degli islamici e crendo un regno che si estendeva dall’Eufrate fino in Terra Santa e in Sudan.
Alla morte di Saladino, avvenuta nel marzo 1193, diversi eredi si spartirono il vasto regno di Saladino: al-‘Aziz ‘Uthman regnò a Il Caido, al-Afdal ‘Ali regnò a Damasco, al-Zahir Ghazi invece ad Aleppo, la Jazira fu governata invece dal fratello Safedino, i territori al di qua del fiume Giordano dal nipote al-Mu'azzam ‘Isà, figlio di Safedino, e Hims dai discendenti di Shirkuh.

Il grande impero costruito da Saladino fu così sfaldato e divenne più vulnerabile agli attacchi dei nemici e delle potenze vicine. Inoltre le ribellioni interne da parte dei Mamelucchi aggravarono al situazione e, deposto l’ultimo sovrano della dinastia ayyubide, essi riuscirono a conquistare il potere e a governare fino al 1517 quando ci fu la conquista da parte degli Ottomani.