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Tradizioni

Egitto greco

Egitto greco

Nel 332 a.C. Alessandro Magno, re di Macedonia, riuscì a conquistare l’Egitto. Infatti il satrapo persiano Mazace gli consegnò il regno senza incontrare l’opposizione della popolazione locale che non aveva mai visto di buon occhio i persiani soprattutto per la loro lotta al culto egiziano – i persiani si opposero duramente al clero locale e bruciarono templi e monumenti sacri.
L’Egitto accolse quindi Alessandro Magno come un liberatore e, in realtà, durante il suo regno il paese godette di notevole prosperità tornando al centro di molte questioni a livello internazionale.

Alessandro per prima cosa visitò il tempio di Siwa e l’oracolo lo indicò come figlio del dio Amon, ingraziandosi così il clero egiziano.
Sul delta del Nilo egli fondò Alessandria che divenne una delle città principali e dell’Egitto e del Mediterraneo: oltre ad essere lo snodo dei principali commerci che si svolgevano tra l’Occidente e l’Oriente (ad esempio era un punto di sosta per le carovane che venivano dall’India e dalla Cina o quelle della Russia e dei paesi fenici, etc), il punto di approdo/sosta delle navi britanniche e spagnole dirette ad est e di quelle che provenivano dall’Oceano Indiano. Alessandria divenne anche uno dei centri culturali più vivi di quell’epoca diventando punto di richiamo per poeti, scrittori, filosofi, artisti e scienziati.

Nel 323 Alessandro Magno morì durante una battaglia contro i Persiani e i suoi generali si spartirono l’impero. L’Egitto fu così assegnato a Tolomeo che diede così inizio ad una lunga dinastia di faraoni greci detti appunto “tolomeici”. Essi garantivano la continuità con al tradizione faraonica e pertanto furono ben accolti dalla popolazione locale.
In questo periodo l’Egitto conservò la vecchia divisione in distretti – esattamente in 42 distretti, di cui 20 “nomoi” nel Basso Egitto e 22 nomi nell’Alto Egitto. Ogni distretto era controllato da un funzionario amministrativo (propriamente era un principe ereditario).

Per la prima volta nella sua storia, L’Egitto aveva una propria zecca che coniava moneta aurea e argentea e venne creato un apposito ministero delle finanze. L’economia venne ravvivata: l’agricoltura e l’allevamento potevano contare su aiuti governativi – venne ad esempio promossa la produzione di vite e olivo – e sono state riprese le grandi opere idriche (dighe e canali) per la irrigazione e per controllare le inondazioni del Nilo. A questo periodo si devono l’invenzione della ruota idraulica mossa dai buoi e la vite di Archimede.La proprietà della terra rimase sempre dello stato che la distribuiva a burocrati e militari. La rete stradale fu notevolmente ampliata così come i canali di collegamento tra il Mar Rosso e i fiumi egiziani.

I Tolomei crearono anche una delle più grandi e potenti flotte del Mediterraneo, importante sia dal punto di vista commerciale che militare.
Essi continuarono anche con la promozione della cultura sia umanistica che scientifica- durante il regno di Cleopatra, l’ultimo della dinastia tolomeica, la biblioteca di Alessandria contava circa settecento mila rotoli.
I faraoni nel periodo greco furono quindi: Tolomeo I, Tolomeo II, Tolomeo III, Tolomeo IV, Tolomeo V, Tolomeo VI, Tolomeo VII, Tolomeo VIII, Tolomeo IX, Tolomeo X, Alessandro I, Tolomeo XI, Alessandro II, Tolomeo XII, Cleopatra VII.

Alla fine del III secolo, il regno dei Tolomei iniziava ad avere dei momenti di instabilità interna dovuti a una fase di decadenza economica e alla perdita di alcuni territori fuori dall’Egitto. Inoltre L’Egitto subì diversi attacchi dalle potenze straniere, ad esempio le sue ricchezze erano attrattiva per la Siria e per i Romani ed entrambi provarono ad occuparlo intorno al 169 a.C. I Tolomei riuscirono a conservare il regno integro e continuarono a far crescere il suo prestigio e benessere diventando la preda prediletta dei Romani. Questi iniziarono a conquistare i territori egiziani nel Mediterraneo e i paesi limitrofi e la loro strategia prevedeva di non attaccare direttamente l’Egitto e il destino volle che ci finirono quasi per caso.

L’imperatore Pompeo, infatti, sconfitto si rifugiò in Egitto e qui venne seguito da Giulio Cesare. Quest’ultimo incontrò la regina Cleopatra – salita al trono a causa della morte del giovane Tolomeo XIV suo marito – di cui si invaghì.
Mentre lei continuava ad essere regina d’Egitto ebbe dei figli da Giulio Cesare e che divenne Tolomeo XV Cesarione. Fu proprio la stessa Cleopatra alleandosi con Marco Antonio, dopo la morte di Giulio Cesare, a consegnare l’Egitto definitivamente nelle mani dei Romani: nel 30 a.C. Alessandra cadde in mano ai romani e l’Egitto divenne una provincia romana.