Valle del Nilo

Il Nilo è il più grande fiume del mondo, oltre che dell’Egitto. Esso divide in due questo stato che altrimenti sarebbe sterile e quasi completamente desertico e infatti, la valle del Nilo è considerata una grande oasi tra due deserti.

La Valle del Nilo è la fascia laterale del fiume, in cui si trovano le principali città e dove nel corso dei secoli si è sviluppata la civiltà egiziana che ha lasciato un vasto patrimonio architettonico, storico e artistico di templi e tombe che, dopo essere stati per secoli sotterrati sotto la sabbia, oggi impreziosiscono l’interna valle del Nilo.
Una delle peculiarità del Nilo sono le sue piene: fin dai tempi antichi, tra giugno e novembre il fiume s’ingrossa inondando i campi circostanti e depositando sul terreno ingenti quantità di limo che è un fertilizzante ottimo per il terreno. Queste piene sono dovute alla particolare provenienza delle acque del Nilo, ovvero il Nilo Bianco e il Nilo Azzurro.

Il Nilo Bianco ha origine nella regione dell'equatore e pertanto è sempre incrementato dalle copiose piogge equatoriali; lungo il suo percorso incontra dei laghi (ad esempio, il lago Vittoria e il lago Kioga, il lago Alberto) che trattengono in parte l’acqua del Nilo mantenendola sempre costante.

Il Nilo Azzurro, invece, nasce invece in Etiopia dove le piogge sono abbondanti solo in estate e quindi determinano la piena del fiume durante la stagione estiva.
Tutta la vita della Valle del Nilo è stata da sempre scandita dalle piene del Nilo e, pertanto, nel corso dei secoli è emersa l’esigenza di controllare questi straripamenti con opere idriche che controllino l’afflusso e il deflusso delle acque, opere che sono state realizzate solo nel XIX secolo. Esse hanno inoltre permesso di immagazzinare l’acqua, controllare l’irrigazione dei campi e avere raccolti abbondanti in più periodi dell’anno e, di conseguenza, hanno incoraggiato lo sviluppo urbanistico, demografico ed economico lungo la Valle del Nilo.

La fine delle inondazioni ha, però, creato anche dei problemi – ad esempio, in assenza del limo, i campi non sono più fertili come una volta oppure va considerato che la chiusura delle acque ha determinato un impoverimento della fauna e della flora, sia marina che dell’entroterra.
Percorrendo la Valle del Nilo da nord, si incora prima la capitale dell’Egitto, Il Cairo, che si sviluppa sul Delta del Nilo. Dirigendosi verso sud si incontra la zona compresa tra la città di Beni Suef e la città Qena, nodo logistico della Valle del Nilo in quanto situata all'incrocio con le vie che collegano questa zona con Hurghada, il Mar Rosso e Port Safaga. Questa zona ha avuto una grande importanza storica nel periodo nel periodo faraonico, mentre è stata lasciata in disparte durante il periodo medievale.

Continuando a scendere lungo il corso del Nilo, si incontra la bellissima e famosa città di Luxor, anticamente chiamata Tebe, che racchiude un patrimonio storico-artistico rilevante e rappresenta ancora oggi un importante snodo per il commercio e le vie di comunicazione. Luxor è divisa in due dalle acque del Nilo, che separarono quindi la zona moderna della città dall’antica necropoli e dai principali scavi archeologici.
Più a sud lungo la Valle del Nilo si trova quello che anticamente era chiamato Alto Egitto e racchiude la zona tra Esna - il luogo anticamente detto “Iunyn o Ta-Sened” e “Latopolis Magna” in epoca tolemaica, importante per le rovine di alcuni templi costruiti durante la XVIII dinastia, ma rinnovati e usati anche durante l’ epoca romana - e Abu Simel, sito archeologico famoso per due enormi templi in roccia ricavati dal fianco della montagna relativi al periodo di governo del faraone Ramses II (XIII secolo a.C.).

Il capoluogo dell’Alto Egitto è Assuan, cittadina conosciuta fin dall’antichità per il commercio di avorio e per la cultura nubiana e diventata ancora più conosciuta a partire dal XIX secolo per la costruzione delle dighe di contenimento dell’acqua del Nilo.