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Abu Sir

Abu Sir

Abu Sir è un importante sito archeologico dell’Egitto, che si trova esattamente sulla riva sinistra del Nilo a pochi kilometri dal più famoso gruppo di piramidi di Giza.
Il nome Abu Sir deriva da quello del vicino villaggio che si trova alcuni chilomentri a nord di Saqqara e della capitale Il Cairo.
Isito di Abu Sir è un’importante necropoli, costruita e usata per le sepolture della V dinastia e pare che fosse in origine comprendesse quattordici piramidi, dieci però furono completamente distrutte e al momento ne restano solo 4 quattro: la Piramide di Sahura, la Piramide di Niuserra, la Piramide di Neferirkara e la Piramide di Raneferef.
Tutte le piramidi sono state però danneggiate dagli agenti atmosferici e geofisici nel corso dei secoli. Il complesso è aperto al pubblico e visitabile dal 1999 anche se le piramidi richiedono costantemente interventi di restauro e manutenzione.

La piramidi di Abu Sir sono più piccole di quelle di Giza e anche meno conosciute, e questo rende il sito ancora più suggestivo e ne permette una migliore conservazione. Inoltre molti studiosi affermano che i quattro edifici funebri di Abu Sir sono successivi alla costruzione della piramide di Micerino di Giza, datata intorno al 2560 a.C. e questo è evidenziato anche dall’influenza che lo stile di questa piramide ha esercitatod ugli edifici di Abu Sir. Infatti, le quattro piramidi proseguono la tendenza architettonica che prevedeva una diminuzione delle dimensioni delle piramidi in sé e una crescita a livello architettonico e decorativo dei templi circostanti.

Nel sito archeologico di Abu Sir, la piramide di Sahura, il primo faraone della V dinastia, è quella meglio conservata. Le sue dimensioni attuali si pensano non siano quelle originali ma sia gli agenti atmosferici che gli eventi storici l’hanno molto danneggiata.
Una delle parti del complesso funebre di Sahura che si è fortunatamente ben conservata è il funerario, nella parte occidentale della piramide. Il funerario era un monumento dalle dimensioni imponenti (si ipotizza circa diecimila metri quadrati di superficie), rivestito di basalto nero, con colonne di granito a forme di palma di dattero. I resti del funerario hanno evidenziato importanti decorazioni e preziosi materiali di costruzione che evidenziano la sua maggiore importanza rispetto alla piramide vera e propria.

La piramide di Niusserra, sesto re della V dinastia egiziana, è stata datata intorno al 2.421 a.C. Per la costruzione della parte inferiore della sua piramide, Niusserra usurpò il tempio del padre Neferirkara, terzo re della dinastia, convogliando il vialetto verso la sua piramide.
Neferirkara fu faraone una ventina di anni prima di Niusserra (2.445 a.C.) e la sua piramide presenta all’interno dei gradoni in pietra, precisamente sei, che ricordano la piramide di Zoser a Saqqara. Originariamente la piramide di Neferirkara doveva superare i settanta metri d’altezza ed era quindi la più alta costruzione della necropoli, ma oggi si presenta alta appena quarantacinque metri. Questo è dovuto anche alla prematura morte del faraone mentre l’edificio era ancora in costruzione, che ha determinato un frettoloso completamento dell’opera ricorrendo anche a materiale scadente che poi si è sbriciolato nel tempo e si è deteriorato completamente come il rivestimenti esterno di mattoni crudi.

Una grande parte dei materiali per la costruzione del tempio funebre di Neferirkara, oltretutto, è stata asportata e utilizzata per la costruzione di altri edifici in tutto l’Egitto.
La piramide di Neferirkara è, comunque, la più importante del complesso archeologico di Abu Sir: in essa, infatti, sono stati ritrovati preziosi documenti relativi all'Antico Regno scritti in ieratico, con dettagli importanti sulla vita del tempo, sui rituali, sull'allestimento dei templi e sull'organizzazione amministrativa.
L’ultima piramide ancora visibile ad Abu Sir è quella di Raneferef, faraone che regnò prima di Niusserra e solo per sette anni. La sua morte prematura non fece ultimare i lavori di costruzione del monumento sepolcrale che si presenta incompleto.