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Piramide di Micerino

Piramide di Micerino

La Piramide di Micerino fa parte della necropoli di Giza, sulla riva sinistra del fiume Nilo.
È la più piccola delle piramidi di Giza e fu costruita dal faraone denominato “Neter Menkaura” che vuol dire "Divino é Micerino" . Micerino, figlio e successore di Chefren,apparteneva alla IV dinastia e ha governato l’Egitto intorno al 2560 a.C. Da alcune statue ritrovate nella piramide da lui costruita, si delineano alcuni tratti del suo aspetto fisico, come il viso rotondo, un naso grande, la bocca piccola con le labbra carnose e gli zigomi un po’ cascanti.

La Piramide di Micerino attualmente presenta un’altezza di circa 60 metri, ha una base quadrata con il lato che misura 108 metri.
Gli archeologi attribuiscono a diversi fattori le dimensioni più piccole di questa costruzione rispetto alle altre. Innanzitutto a partire dalla IV dinastia inizia a delinearsi una diversa organizzazione sociale che prevedeva una riduzione dei poteri dell’imperatore. Questo è evidente anche nella minor cura della costruzione e nei materiali utilizzati (non sempre uniformi e ben levigati come nel caso della piramide di Chefren o di Cheope) e anche nei tempi lunghi e non continuativi di costruzione.

La piramide, infatti, restò incompiuta perché, secondo quanto raccontato da Erodoto, Micerino preferì dedicarsi alla figlia e ai piaceri della vita piuttosto che alla costruzione della sua camera funebre, soprattutto dopo che un oracolo gli avrebbe predetto solo sei anni di vita.
L’abbandono della costruzione della piramide da parte di Micerino è spiegato da alcuni studiosi come il segno di una tendenza ad abbandonare le grandi costruzioni funerarie a favore di tombe scavate nella roccia e di templi.

Inoltre, si racconta anche che Cheope fece giurare al figlio Chefren e al nipote Micerino che avrebbero costruito delle piramidi di minori dimensioni; pertanto per mantenere fede alla promessa Chefren costruì la sua piramide di dimensioni minori ma su un basamento rialzato, mentre Micerino impreziosì la piramide con materiali pregiati come il granito, basalto ed alabastro.
Una delle particolarità della piramide di Micerino, appunto, è rappresentata dai materiali: i lati della base sarebbero dovuti essere ricoperti di granito rosa di Assuan, conferendole un colore particolare e scintillante alla luce del sole, mentre la parte superiore doveva essere di calcare bianco di Tura ben levigato che rifletteva la luce del sole quasi a specchio.
Molti studiosi attribuiscono la presenza di due diversi rivestimenti alla prematura morte di Micerino nel XVI secolo che affrettò i lavori di costruzione e costrinse gli architetti ad usare la pietra bianca più facilmente reperibile e lavorabile.

L’interno della piramide di Micerino è molto complesso. Dall’ingresso a nord, attraverso un corridoio rivestito da granito rosa di circa 32 metri, si arriva ad una prima stanza incompiuta che presenta decorazioni con bassorilievi e con pannelli scolpiti a falsa-porta. In un secondo progetto di modifica e ampliamento della piramide, si deve la costruzione di un secondo corridoio che termina in un’altra camera sotterranea che probabilmente ospitava il famoso sarcofago di basalto.
Una caratteristica di costruzione importante notata dagli archeologi è che i segni lasciati sulle pareti all’interno della piramide indicano con certezza che il primo corridoio inferiore è stato scavato dall'interno verso l'esterno mentre quello superiore dall'esterno verso l'interno.

Il 29 luglio 1837 a 4 metri dal suolo gli archeologi trovarono finalmente l'entrata ufficiale della piramide – già nel 1196 d.C. il figlio di Saladino, Malek Ab al Aziz Otmanben Yussuf, nel tentativo di espugnare la piramide fece una breccia nel muro senza però alcun risultato.
Una volta trovato l’ingresso, si è raggiunta la prima camera funeraria dove è stato trovato un sarcofago in legno. Nella seconda camera sotterranea è stato invece ritrovato un bellissimo sarcofago in basalto che purtroppo era vuoto e con il coperchio spezzato. Nel 1938, però, durante il tentativo di spostare il prezioso reperto egiziano al British Museum di Londra, la nave Beatrice che lo trasportava naufragò al largo di Cartagena.

Lungo il lato nord-est della piramide vi sono le rovine del tempio di Micerino e lì vicino si trovano anche sono tre piccole piramidi con gli avanzi dei loro relativi templi. La più grande delle tre è la tomba della regina Khamerernebty.
Una peculiarità della piramide di Micerino è che non fu costruita da schivi in catene e frustati barbaramente. Un decreto dello stesso faraone, infatti, affermava che nessun uomo doveva eseguire lavori forzatamente ma solo secondo la sua volontà.